Salvatore Stefio

Fede - Patria - Libertà
lunedì, 14 febbraio 2005

 

PER UNA LINEA NEOPATRIOTTICA

 

Mi permetto, attraverso queste semplici riflessioni, di contribuire al dibattito dell’area neocon italiana, in virtù di quello spirito costruttivo che anima questo blog.

 

Nell’attuale contesto storico, dominato dalla lotta al terrorismo fondamentalista islamico, l’Italia deve maggiormente essere presente in questa realtà di conflitto, assumendo un ruolo da protagonista nella consapevolezza di essere una Nazione obiettivo del terrorismo.

Il nostro Paese sarebbe ora visto come un "Dar al Harb", cioè nemico dell'Islam, quindi possibile scenario di atti terroristici da parte di molteplici organizzazioni estremiste.

E’ significativo, a tal riguardo, le varie minacce fatte da Bin Laden e dalla sua organizzazione, nonché da altri gruppi facenti parte dell’integralismo islamico.

Queste minacce, da non sottovalutare, ci danno un senso compiuto dell’attuale realtà in cui viviamo, anche perché sono convalidate da azioni effettivamente portate a termine in altri Paesi, ricordando soprattutto le perdite dei nostri militari e di civili in Iraq.

Nasce dunque la necessità storica di guardare avanti, di oltrepassare l’attuale dottrina del semplice supporto agli Stati Uniti, non tralasciando comunque il fatto che molto è già stato fatto, ma moltissimo è da realizzare.

Il governo italiano ha, fino ad oggi, intrapreso una strada difficile ma encomiabile.

Il supporto dato a livello internazionale contro la lotta al terrorismo è stato giustamente ben apprezzato dagli alleati.

E’ dunque iniziata una svolta, determinante per la nostra Nazione, in virtù della quale l’Italia sarà proiettata ad assumere maggior peso politico nello scacchiere internazionale.

Le maggiori responsabilità sono sempre legati a maggiori rischi ed è per questo che esiste la necessità di costruire una linea di “contromisure” atte, in primo luogo, a tutelare la nostra Comunità Nazionale, dando ancor maggiore sicurezza  ai cittadini.

Si rende dunque necessario approntare altre iniziative, in conformità con il lavoro già messo in atto dal governo, che siano finalizzate ad un capillare  controllo del territorio e di quei punti sensibili a rischio di atti terroristici.

Iniziare a determinare una maggiore sicurezza interna è assolutamente necessario per poter affrontare le sfide del futuro.

Sono convinto che senza la libertà non si può ottenere la pace, e per questo semplice e vero motivo che l’oppressione dei popoli è segnata tragicamente da guerre su guerre.

Sappiamo che il terrorismo è il vero nemico della pace e della stabilità, è sotto gli occhi di tutti, nelle sue forme più tragiche e agghiaccianti, nelle connessioni più o meno velate o addirittura sfacciatamente chiare di alcune formazioni politiche, perfino occidentali.

La Sicurezza Nazionale deve essere posta come fondamento per la difesa della nostra civiltà, minacciata da una realtà del terrore pronta a colpire in ogni momento.

Il rafforzamento delle Forze Armate e della capacità operativa dei servizi di intelligence, sono un passo essenziale per la difesa della Nazione.

Questa linea di pensiero, definibile come neopatriottica, vuole contribuire alla difesa dell’Identità Nazionale e al riconoscimento dell’Italia come Paese impegnato in prima fila nella lotta al terrorismo.

Nell’epoca della globalizzazione, l’idea di Nazione deve essere sempre e comunque presente, forte e determinante per gli equilibri generali.

Essere a fianco degli americani, non vuol dire essere loro servi, questo è possibile chiarirlo con una maggiore “nazionalità” nelle nostre scelte.

Sarebbe anche opportuno “rifondare” l’idea di occidente, ormai superata dagli eventi e che avvolte sembra essere predominata dalle scelte del nostro alleato americano.

La giusta via è quella di essere presenti nella propria specificità, sviluppando il culto della Nazione come entità superiore ma non contrapposta a quella globale (semmai animata da una critica costruttiva).

Essere dentro la globalità mantenendo la specificità.

Salvatore Stefio

postato da: stefio alle ore 11:36 | link | commenti (41) | commenti (41)
categorie: patriottismo

Commenti
#1    14 Febbraio 2005 - 13:21
 
Sicuramente tu ti sei reso conto più di tutti noi di cosa sia il terrorismo islamico.
Nel mio piccolo, io ho avuto un'esperienza di conoscenza della realtà dell'integralismo islamico: ho abitato per sei mesi con un integralista saudita- marocchino.
Ho imparato molto su quella realtà fatta di fanatismi, odii, ignoranza, razzismo.
Vederlo gioire e brindare con gli amici davanti alle immagini delle due torri che crollavano, ascoltarlo dire di essere pronto ad immolarsi per la causa, tornare a casa e trovare il giornale francese in cui si riportava la notizia dell'antrace a Washington, e trovarci la scritta di suo pugno sopra: "Questo è quello che tutto il mondo deve fare".
Sentirlo affermare, coi suoi amici, che non vi sarà pace sulla terra finché un solo bambino ebreo sarà in vita.
Notare il suo disprezzo per le donne, per i non-islamici tutti. Il tutto con estrema calma e tranquillità.
E la sua composta gentilezza, la sua pulizia meticolosa, il suo ordine costante, aspetti tipici degli integralisti che non si devono far contaminare dal Dar al Harb, come hai detto tu.
Disprezzo per la nostra società e le sue regole, per la destra come per la sinistra, per i ricchi come per i poveri. Per la "barbarie", come dicono loro.
La nostra vita per loro non ha la minima importanza.
Su questi aspetti della militanza integralista in Italia ed in occidente si dovrebbe fare luce, secondo me. Qualcosa che persone come Magdi Allam o Toni Capuozzo stanno facendo molto bene.
Shark.
utente anonimo

#2    14 Febbraio 2005 - 15:25
 
Una testimonianza che mi fa venire i brividi.
Io non ne ho di così brutte, ma similari..quando davo una mano alla Caritas mi capitò di aiutare una donna e suo marito che diceva di essere egiziano copto.
Stranamente però non mangiava carne di maiale.
Poi abbiamo scoperto che aveva diverse mogli e che probabilmente spacciava droga...
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#3    14 Febbraio 2005 - 18:49
 
sono contento che tu ti sia salvato, ma trovo che il vostro atteggiamento di eroi e difensori della patria e della libertà sia del tutto fuori luogo visto che eravate semplici mercenari che sfruttavano per le proprie tasche una situazione difficile....vergognati!
utente anonimo

#4    14 Febbraio 2005 - 19:29
 
Ma...
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#5    14 Febbraio 2005 - 21:04
 
Qualche idiota deve sempre farsi vivo purtroppo, non tanto perchè in disaccordo cosa accettabile se sostenuta da argomentazioni adeguate, è la viltà quello che mi infastidisce, sicuramente il link che ha lasciato non è suo, sono passato a vedere e il proprietario del blog non mi sembra possa essere l'autore, si sta anche stupendo dei molti accessi che non riesce a spiegarsi.
Il post è per me condivisibile ma, non è una novità per nessuno visto che si parla di patria. Scommettiamo che visto che sei una persona "conosciuta" prima o poi qualcuno che non la pensa allo stesso modo comincierà a dire che i post non li scrivi tu.
Ciao.
utente anonimo

#6    15 Febbraio 2005 - 07:27
 
SRC='http://www.elettrosmog.com/pace_2.gif' WIDTH='840' HEIGHT='680'>


HO VOGLIA DI PACE !
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#7    15 Febbraio 2005 - 07:29
 


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#8    15 Febbraio 2005 - 08:28
 
Otimaster,grazie....e anche per la foto di Fabrizio sul tuo blog.
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#9    15 Febbraio 2005 - 09:37
 
Salve sig. Stefio, volevo farLe i miei complimenti per la Sua decisione di unirsi a noi e darLe il benvenuto in questa piccola comunità di blogger.
Come vede purtroppo la stupidità è comune e diffusa (ne è un esempio ) ed è quello che affrontiamo ogni giorno.

Buona continuazione!
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#10    15 Febbraio 2005 - 09:39
 
whoops una frase è rimasta a metà ;)

"(ne è un esempio il post dell'utente anonimo)"

Ancora salve e benvenuto!
JJB
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#11    15 Febbraio 2005 - 09:40
 
sono passata di qui..lascio traccia.. :-)
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#12    15 Febbraio 2005 - 11:29
 
come ho scritto più volte anche da me, la situazione è di stasi totale, e quasi insuperabile. Non ci sarà più la guerra tradizionale (nè mai vedremo più Francia contro Germania o Inghilterra contro Italia), ma due schieramenti contrapposti: l'Occidente e il terrorismo. Ora, la stasi deriva da qui. L'Occidente non può essere sconfitto dal terrorismo: una civiltà capace, tanto per dirne una, di comunicare da un capo all'altro del suo territorio enorme in pochi secondi, potrebbe essere sconfitta solo dalla guerra in campo aperto, classica: ma lì la sua potenza di fuoco è ineguagliabile, e quindi niente. d'altro canto, non si può nemmeno sconfiggere il terrorismo, che è insieme locale e globalizzato, che ha molti cuori e molte teste, e non ha un "organo" centrale da decapitare per farla finita. Distruggere Al Qaeda, ad esempio, ci darebbe solo una tregua: ci metterebbero un anno per riformarsi e al amssimo altri dieci per riorganizzarsi, senza contare che cinque squinternati che senza bisogno di soldi e organizzazione si fanno saltare al Colosseo, all'Olimpico o in Central Park li trovano in tre secondi. L'unica soluzione (che non è una soluzione, per come è improponibile) sarebbe quella più drastica, non la scrivo per evitare polemiche :)
ciao
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#13    15 Febbraio 2005 - 12:53
 
Credo che col vostro nazionalismo ci porterete sempre più allo sfascio. E non credo proprio che col vostro nazionalismo vogliate mettere ordine in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia perchè siete troooppo proiettati sullo Scacchiere Internazionale, come pomposamente lo chiamate voi che amate attegiarvi a reduci e giocare ai soldatini. Fareste abbastanza ridere, se non faceste venire i brividi. PS: Tu dal terrore ti sei salvato chinando il capo, collaborando, ingoiando il rospo. Non avevi scelta. Ma ora, per favore, non incendiare di nuovo la situazione suggerendo a tutti noi di giocare ai soldatini. Abbiamo altre priorità, nell' Italia disorganizzata delle disparità sociali, che andare a fare i 'grandi' in giro per il mondo. Non riusciamo a sistemare nemmeno noi stessi !
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#14    15 Febbraio 2005 - 19:58
 
Concordo perfettamente con quanto espresso da Shark.
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#15    16 Febbraio 2005 - 09:32
 
Sleepafter scrive:"Tu dal terrore ti sei salvato chinando il capo, collaborando, ingoiando il rospo. Non avevi scelta." Penso che Sleepafter stia confondendo Salvatore Stefio con una delle due Simonette.
Salvatore, Umberto e Maurizio furono liberati grazie ad un blitz degli americani. Maurizio è rimasto lì, ucciso. Ma fra tutti i sequestrati ammazzati in Iraq è stato quello che mai ha chinato il capo neanche nel momento della sua morte: "adesso vi faccio vedere come muore un Italiano".
Spiace che ci sia chi stravolge la realtà fino a questo punto. Spiace che vi siano pensieri così ideologicamente compromessi che possano esprimere tali gravi stati confusionali.
Se non per Stefio, Cupertino e Agliana, che sono oggi fra noi, e che possono rispondere, almeno per il povero Quattrocchi. Ci vuole una dose abbondante di dabbenaggine e di partigianeria meschina pacifinta per negargli almeno questo atto di vero coraggio e di restenza al povero Fabrizio. Questo è l'eroismo. La resistenza al terrorismo e non la testa nella buca della sabbia col ditino fuori del moralista cieco e violento (la violenza più pericolosa infatti è la menzogna)
il sorvegliato
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#16    16 Febbraio 2005 - 09:48
 
Bravo Stefano, hai ragione al cento per cento.
Benvenuto in "questo mondo".

daw
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#17    16 Febbraio 2005 - 09:51
 
Non Stefano, ho sbagliato, ma mi rferivo al commento precedente di tale Sleepafter.
Ed ero ironico: il suo commento è talemente triste che è meglio riderci sopra.
E' uno di quelli che riduce tutto a "giocare con i soldatini". Probabilmente è uno di quelli che rifonderebbe il comunismo, è uno di quelli che amava ARafat. Certo, ma lo facevano dall'Italia, da un paese libero e democratico. Troppo facile così.

Saluti,
e un abbraccio a Stefio.

daw
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#18    16 Febbraio 2005 - 11:32
 
Ciao Salvatore, se hai visto il video della Sgrena vorrei che esprimessi una opinione qui sul blog.

Ciao e buon lavoro. :-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente watergate2000

#19    16 Febbraio 2005 - 12:03
 
Watergate2000, non ho ancora visto il video, potrò vederlo questa sera.
Saluti.
utente anonimo

#20    16 Febbraio 2005 - 12:25
 
Apprezzo il tono garibaldino del tuo progetto politico. Ma già che ci sei, perchè non ci spieghi allora come si inserisce in tutto questo tuo progetto la società "Presidium corporation" con sede alle Seychelles? Com'è che l'amico Spinelli è indagato per arruolamenti o armamenti non autorizzati al servizio di uno Stato estero (articolo 288 codice penale)? Per quale curioso tragitto logico farsi pagare per difendere interessi economici di società private straniere in Irak arriva poi a coincidere con la difesa della nostra amata patria? Qualcuno me lo può spiegare, francamente?
-zona22
utente anonimo

#21    16 Febbraio 2005 - 17:32
 
Caro zona22,
vedo che forse hai della confusione (e lo dico con il massimo rispetto che questo blog vuol imporre) come se la difesa della patria sia qualcosa che necessariamente si sviluppi nel "recintato" della nazione giografica.
Forse non ti sei accorto che viviamo in un mondo capitalistico, dove gli interessi nazionali possono coincidere con quelli di cittadini che investono per produrre lavoro e benessere.
Ma credo che tu, caro zona22 o come ti chiami,(con tutto il rispetto) forse preferisci che chi lavora nelle zone a rischio non sia protetto...chi lavora per la ricostruzione dell'Iraq, siano essi privati o nazioni, non sono degni.
Bene, qualsiasi cosa tu pensi trova riscontro con ciò che l'italia e tutte le componenti private aziendali hanno realizzato, ossia liberare un popolo dall'oppressione ed aiutarlo nella democratizzazione.
Per il resto sappiamo benissimo che parte della magistratura sia di sinistra.....ricordi come è facile liberare dei terroristi?
Un saluto a tutti e a Stefio.
MARKUS

utente anonimo

#22    16 Febbraio 2005 - 18:30
 
Per rispondere a Zona22
Capisco benissimo che le tue affermazioni sono di chi vuol sapere, ma permettimi di dirti che forse sarebbe opportuno che tu abbia un atteggiamento mentale libero da condizionamenti ideologici, questo ti aiuterà a capire bene il problema…..forse!
Nel tuo post parlavi di Spinelli, il quale risulta indagato per l’Art.288, quindi, vediamo nello specifico questo articolo:
Art. 288 “Arruolamento o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero.
Chiunque, nel territorio dello Stato e senza approvazione del Governo arruola o arma cittadini, perché militino al servizio o a favore dello straniero, e' punito con la reclusione da tre a sei anni.
La pena e' aumentata se fra gli arruolati sono militari in servizio, o persone tuttora soggette agli obblighi del servizio militare”.
Come puoi vedere, la parte importante è “…perché militino al servizio o a favore dello straniero,”
Questo vuol dire che un cittadino italiano non si può arruolare in un esercito straniero e non può adoperarsi a favorirlo nelle operazioni tipicamente militari.
Bene, quindi preciso, con prove alla mano, che non si è militati al servizio dello straniero, ne tanto meno a suo favore in quanto il lavoro di operatore alla sicurezza, si esplica tramite contratto tra Aziende private - e dunque non tra privati cittadini e un esercito straniero.
Credo che già questo può rendere l’idea.
Passando alle altre affermazioni, posso semplicemente dirti che essere un Patriota è un dovere di cittadino, di colui il quale riconosce il valore della Democrazia e della Nazione e degli interessi nazionali anche fuori dai confini geografici.
Questo vuol dire anche che, una società di sicurezza che opera nel programma multinazionale di ricostruzione dell’Iraq, è pienamente inserita nella difesa degli interessi nazionali e occidentali.
Spero che queste spiegazioni siano state chiare.

Salvatore Stefio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente stefio

#23    16 Febbraio 2005 - 21:50
 
ma che blitz!

di che blitz state cianciando?

Stefio e gli altri sono stati consegnati e basta.

Quanto al patriottismo non è che un pretesto per ammaliare gente di spirito.

Gagliardi si lanceranno per la patria e periranno per arricchire ladri.

questo angolo del web è un monumento all'ignoranza, strumento di sfruttamento.

In nome della patria si impicchi piuttosto chi la deruba e la rende schiava, la si ripulisca dai mafiosi, si facciano studiare i giovani.

Altro che pagliacciate delta 15, comandanti da operetta come Stefio e gli altri che pur armati si sono fatti catturare senza sparare un colpo!

Ora insulta quegli stessi che l'hanno salvato, quegli stessi che lo hanno trattato con onore in prigionia.

Perchè Stefio non ci dice veramente perchè morì il suo compagno?
Troppo poco onorevole?

Qui si parla a sproposito di patria ed onore, lei Stefio dovrebbe immediatamente chiudere questa pattumeria e conservare le sue vergogne intellettuali per l'intimità.

Si vergogni!

....un colonnello
un militare vero
utente anonimo

#24    16 Febbraio 2005 - 22:25
 
ma che blitz!

di che blitz state cianciando?

Stefio e gli altri sono stati consegnati e basta.

Quanto al patriottismo non è che un pretesto per ammaliare gente di spirito.

Gagliardi si lanceranno per la patria e periranno per arricchire ladri.

questo angolo del web è un monumento all'ignoranza, strumento di sfruttamento.

In nome della patria si impicchi piuttosto chi la deruba e la rende schiava, la si ripulisca dai mafiosi, si facciano studiare i giovani.

Altro che pagliacciate delta 15, comandanti da operetta come Stefio e gli altri che pur armati si sono fatti catturare senza sparare un colpo!

Ora insulta quegli stessi che l'hanno salvato, quegli stessi che lo hanno trattato con onore in prigionia.

Perchè Stefio non ci dice veramente perchè morì il suo compagno?
Troppo poco onorevole?

Qui si parla a sproposito di patria ed onore, lei Stefio dovrebbe immediatamente chiudere questa pattumeria e conservare le sue vergogne intellettuali per l'intimità.

Si vergogni!

....un colonnello
un militare vero
utente anonimo

#25    16 Febbraio 2005 - 22:26
 
Secondo me lei non è un militare. Oppure se lo è non è molto intelligente.
Con rispetto, s'intende...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente antiKomunista

#26    16 Febbraio 2005 - 22:36
 
trovo molto fuori queste parole:

PER UNA LINEA NEOPATRIOTTICA







Mi permetto, attraverso queste semplici riflessioni, di contribuire al dibattito dell’area neocon italiana, in virtù di quello spirito costruttivo che anima questo blog.






Nell’attuale contesto storico, dominato dalla lotta al terrorismo fondamentalista islamico, l’Italia deve maggiormente essere presente in questa realtà di conflitto, assumendo un ruolo da protagonista nella consapevolezza di essere una Nazione obiettivo del terrorismo.



Il nostro Paese sarebbe ora visto come un "Dar al Harb", cioè nemico dell'Islam, quindi possibile scenario di atti terroristici da parte di molteplici organizzazioni estremiste.



E’ significativo, a tal riguardo, le varie minacce fatte da Bin Laden e dalla sua organizzazione, nonché da altri gruppi facenti parte dell’integralismo islamico.



Queste minacce, da non sottovalutare, ci danno un senso compiuto dell’attuale realtà in cui viviamo, anche perché sono convalidate da azioni effettivamente portate a termine in altri Paesi, ricordando soprattutto le perdite dei nostri militari e di civili in Iraq.



Nasce dunque la necessità storica di guardare avanti, di oltrepassare l’attuale dottrina del semplice supporto agli Stati Uniti, non tralasciando comunque il fatto che molto è già stato fatto, ma moltissimo è da realizzare.



Il governo italiano ha, fino ad oggi, intrapreso una strada difficile ma encomiabile.



Il supporto dato a livello internazionale contro la lotta al terrorismo è stato giustamente ben apprezzato dagli alleati.



E’ dunque iniziata una svolta, determinante per la nostra Nazione, in virtù della quale l’Italia sarà proiettata ad assumere maggior peso politico nello scacchiere internazionale.



Le maggiori responsabilità sono sempre legati a maggiori rischi ed è per questo che esiste la necessità di costruire una linea di “contromisure” atte, in primo luogo, a tutelare la nostra Comunità Nazionale, dando ancor maggiore sicurezza ai cittadini.



Si rende dunque necessario approntare altre iniziative, in conformità con il lavoro già messo in atto dal governo, che siano finalizzate ad un capillare controllo del territorio e di quei punti sensibili a rischio di atti terroristici.



Iniziare a determinare una maggiore sicurezza interna è assolutamente necessario per poter affrontare le sfide del futuro.



Sono convinto che senza la libertà non si può ottenere la pace, e per questo semplice e vero motivo che l’oppressione dei popoli è segnata tragicamente da guerre su guerre.



Sappiamo che il terrorismo è il vero nemico della pace e della stabilità, è sotto gli occhi di tutti, nelle sue forme più tragiche e agghiaccianti, nelle connessioni più o meno velate o addirittura sfacciatamente chiare di alcune formazioni politiche, perfino occidentali.



La Sicurezza Nazionale deve essere posta come fondamento per la difesa della nostra civiltà, minacciata da una realtà del terrore pronta a colpire in ogni momento.



Il rafforzamento delle Forze Armate e della capacità operativa dei servizi di intelligence, sono un passo essenziale per la difesa della Nazione.



Questa linea di pensiero, definibile come neopatriottica, vuole contribuire alla difesa dell’Identità Nazionale e al riconoscimento dell’Italia come Paese impegnato in prima fila nella lotta al terrorismo.



Nell’epoca della globalizzazione, l’idea di Nazione deve essere sempre e comunque presente, forte e determinante per gli equilibri generali.



Essere a fianco degli americani, non vuol dire essere loro servi, questo è possibile chiarirlo con una maggiore “nazionalità” nelle nostre scelte.



Sarebbe anche opportuno “rifondare” l’idea di occidente, ormai superata dagli eventi e che avvolte sembra essere predominata dalle scelte del nostro alleato americano.



La giusta via è quella di essere presenti nella propria specificità, sviluppando il culto della Nazione come entità superiore ma non contrapposta a quella globale (semmai animata da una critica costruttiva).



Essere dentro la globalità mantenendo la specificità.

PER UNA LINEA NEOPATRIOTTICA







Mi permetto, attraverso queste semplici riflessioni, di contribuire al dibattito dell’area neocon italiana, in virtù di quello spirito costruttivo che anima questo blog.






Nell’attuale contesto storico, dominato dalla lotta al terrorismo fondamentalista islamico, l’Italia deve maggiormente essere presente in questa realtà di conflitto, assumendo un ruolo da protagonista nella consapevolezza di essere una Nazione obiettivo del terrorismo.



Il nostro Paese sarebbe ora visto come un "Dar al Harb", cioè nemico dell'Islam, quindi possibile scenario di atti terroristici da parte di molteplici organizzazioni estremiste.



E’ significativo, a tal riguardo, le varie minacce fatte da Bin Laden e dalla sua organizzazione, nonché da altri gruppi facenti parte dell’integralismo islamico.



Queste minacce, da non sottovalutare, ci danno un senso compiuto dell’attuale realtà in cui viviamo, anche perché sono convalidate da azioni effettivamente portate a termine in altri Paesi, ricordando soprattutto le perdite dei nostri militari e di civili in Iraq.



Nasce dunque la necessità storica di guardare avanti, di oltrepassare l’attuale dottrina del semplice supporto agli Stati Uniti, non tralasciando comunque il fatto che molto è già stato fatto, ma moltissimo è da realizzare.



Il governo italiano ha, fino ad oggi, intrapreso una strada difficile ma encomiabile.



Il supporto dato a livello internazionale contro la lotta al terrorismo è stato giustamente ben apprezzato dagli alleati.



E’ dunque iniziata una svolta, determinante per la nostra Nazione, in virtù della quale l’Italia sarà proiettata ad assumere maggior peso politico nello scacchiere internazionale.



Le maggiori responsabilità sono sempre legati a maggiori rischi ed è per questo che esiste la necessità di costruire una linea di “contromisure” atte, in primo luogo, a tutelare la nostra Comunità Nazionale, dando ancor maggiore sicurezza ai cittadini.



Si rende dunque necessario approntare altre iniziative, in conformità con il lavoro già messo in atto dal governo, che siano finalizzate ad un capillare controllo del territorio e di quei punti sensibili a rischio di atti terroristici.



Iniziare a determinare una maggiore sicurezza interna è assolutamente necessario per poter affrontare le sfide del futuro.



Sono convinto che senza la libertà non si può ottenere la pace, e per questo semplice e vero motivo che l’oppressione dei popoli è segnata tragicamente da guerre su guerre.



Sappiamo che il terrorismo è il vero nemico della pace e della stabilità, è sotto gli occhi di tutti, nelle sue forme più tragiche e agghiaccianti, nelle connessioni più o meno velate o addirittura sfacciatamente chiare di alcune formazioni politiche, perfino occidentali.



La Sicurezza Nazionale deve essere posta come fondamento per la difesa della nostra civiltà, minacciata da una realtà del terrore pronta a colpire in ogni momento.



Il rafforzamento delle Forze Armate e della capacità operativa dei servizi di intelligence, sono un passo essenziale per la difesa della Nazione.



Questa linea di pensiero, definibile come neopatriottica, vuole contribuire alla difesa dell’Identità Nazionale e al riconoscimento dell’Italia come Paese impegnato in prima fila nella lotta al terrorismo.



Nell’epoca della globalizzazione, l’idea di Nazione deve essere sempre e comunque presente, forte e determinante per gli equilibri generali.



Essere a fianco degli americani, non vuol dire essere loro servi, questo è possibile chiarirlo con una maggiore “nazionalità” nelle nostre scelte.



Sarebbe anche opportuno “rifondare” l’idea di occidente, ormai superata dagli eventi e che avvolte sembra essere predominata dalle scelte del nostro alleato americano.



La giusta via è quella di essere presenti nella propria specificità, sviluppando il culto della Nazione come entità superiore ma non contrapposta a quella globale (semmai animata da una critica costruttiva).



Essere dentro la globalità mantenendo la specificità.

PER UNA LINEA NEOPATRIOTTICA







Mi permetto, attraverso queste semplici riflessioni, di contribuire al dibattito dell’area neocon italiana, in virtù di quello spirito costruttivo che anima questo blog.






Nell’attuale contesto storico, dominato dalla lotta al terrorismo fondamentalista islamico, l’Italia deve maggiormente essere presente in questa realtà di conflitto, assumendo un ruolo da protagonista nella consapevolezza di essere una Nazione obiettivo del terrorismo.



Il nostro Paese sarebbe ora visto come un "Dar al Harb", cioè nemico dell'Islam, quindi possibile scenario di atti terroristici da parte di molteplici organizzazioni estremiste.



E’ significativo, a tal riguardo, le varie minacce fatte da Bin Laden e dalla sua organizzazione, nonché da altri gruppi facenti parte dell’integralismo islamico.



Queste minacce, da non sottovalutare, ci danno un senso compiuto dell’attuale realtà in cui viviamo, anche perché sono convalidate da azioni effettivamente portate a termine in altri Paesi, ricordando soprattutto le perdite dei nostri militari e di civili in Iraq.



Nasce dunque la necessità storica di guardare avanti, di oltrepassare l’attuale dottrina del semplice supporto agli Stati Uniti, non tralasciando comunque il fatto che molto è già stato fatto, ma moltissimo è da realizzare.



Il governo italiano ha, fino ad oggi, intrapreso una strada difficile ma encomiabile.



Il supporto dato a livello internazionale contro la lotta al terrorismo è stato giustamente ben apprezzato dagli alleati.



E’ dunque iniziata una svolta, determinante per la nostra Nazione, in virtù della quale l’Italia sarà proiettata ad assumere maggior peso politico nello scacchiere internazionale.



Le maggiori responsabilità sono sempre legati a maggiori rischi ed è per questo che esiste la necessità di costruire una linea di “contromisure” atte, in primo luogo, a tutelare la nostra Comunità Nazionale, dando ancor maggiore sicurezza ai cittadini.



Si rende dunque necessario approntare altre iniziative, in conformità con il lavoro già messo in atto dal governo, che siano finalizzate ad un capillare controllo del territorio e di quei punti sensibili a rischio di atti terroristici.



Iniziare a determinare una maggiore sicurezza interna è assolutamente necessario per poter affrontare le sfide del futuro.



Sono convinto che senza la libertà non si può ottenere la pace, e per questo semplice e vero motivo che l’oppressione dei popoli è segnata tragicamente da guerre su guerre.



Sappiamo che il terrorismo è il vero nemico della pace e della stabilità, è sotto gli occhi di tutti, nelle sue forme più tragiche e agghiaccianti, nelle connessioni più o meno velate o addirittura sfacciatamente chiare di alcune formazioni politiche, perfino occidentali.



La Sicurezza Nazionale deve essere posta come fondamento per la difesa della nostra civiltà, minacciata da una realtà del terrore pronta a colpire in ogni momento.



Il rafforzamento delle Forze Armate e della capacità operativa dei servizi di intelligence, sono un passo essenziale per la difesa della Nazione.



Questa linea di pensiero, definibile come neopatriottica, vuole contribuire alla difesa dell’Identità Nazionale e al riconoscimento dell’Italia come Paese impegnato in prima fila nella lotta al terrorismo.



Nell’epoca della globalizzazione, l’idea di Nazione deve essere sempre e comunque presente, forte e determinante per gli equilibri generali.



Essere a fianco degli americani, non vuol dire essere loro servi, questo è possibile chiarirlo con una maggiore “nazionalità” nelle nostre scelte.



Sarebbe anche opportuno “rifondare” l’idea di occidente, ormai superata dagli eventi e che avvolte sembra essere predominata dalle scelte del nostro alleato americano.



La giusta via è quella di essere presenti nella propria specificità, sviluppando il culto della Nazione come entità superiore ma non contrapposta a quella globale (semmai animata da una critica costruttiva).



Essere dentro la globalità mantenendo la specificità.

PER UNA LINEA NEOPATRIOTTICA







Mi permetto, attraverso queste semplici riflessioni, di contribuire al dibattito dell’area neocon italiana, in virtù di quello spirito costruttivo che anima questo blog.






Nell’attuale contesto storico, dominato dalla lotta al terrorismo fondamentalista islamico, l’Italia deve maggiormente essere presente in questa realtà di conflitto, assumendo un ruolo da protagonista nella consapevolezza di essere una Nazione obiettivo del terrorismo.



Il nostro Paese sarebbe ora visto come un "Dar al Harb", cioè nemico dell'Islam, quindi possibile scenario di atti terroristici da parte di molteplici organizzazioni estremiste.



E’ significativo, a tal riguardo, le varie minacce fatte da Bin Laden e dalla sua organizzazione, nonché da altri gruppi facenti parte dell’integralismo islamico.



Queste minacce, da non sottovalutare, ci danno un senso compiuto dell’attuale realtà in cui viviamo, anche perché sono convalidate da azioni effettivamente portate a termine in altri Paesi, ricordando soprattutto le perdite dei nostri militari e di civili in Iraq.



Nasce dunque la necessità storica di guardare avanti, di oltrepassare l’attuale dottrina del semplice supporto agli Stati Uniti, non tralasciando comunque il fatto che molto è già stato fatto, ma moltissimo è da realizzare.



Il governo italiano ha, fino ad oggi, intrapreso una strada difficile ma encomiabile.



Il supporto dato a livello internazionale contro la lotta al terrorismo è stato giustamente ben apprezzato dagli alleati.



E’ dunque iniziata una svolta, determinante per la nostra Nazione, in virtù della quale l’Italia sarà proiettata ad assumere maggior peso politico nello scacchiere internazionale.



Le maggiori responsabilità sono sempre legati a maggiori rischi ed è per questo che esiste la necessità di costruire una linea di “contromisure” atte, in primo luogo, a tutelare la nostra Comunità Nazionale, dando ancor maggiore sicurezza ai cittadini.



Si rende dunque necessario approntare altre iniziative, in conformità con il lavoro già messo in atto dal governo, che siano finalizzate ad un capillare controllo del territorio e di quei punti sensibili a rischio di atti terroristici.



Iniziare a determinare una maggiore sicurezza interna è assolutamente necessario per poter affrontare le sfide del futuro.



Sono convinto che senza la libertà non si può ottenere la pace, e per questo semplice e vero motivo che l’oppressione dei popoli è segnata tragicamente da guerre su guerre.



Sappiamo che il terrorismo è il vero nemico della pace e della stabilità, è sotto gli occhi di tutti, nelle sue forme più tragiche e agghiaccianti, nelle connessioni più o meno velate o addirittura sfacciatamente chiare di alcune formazioni politiche, perfino occidentali.



La Sicurezza Nazionale deve essere posta come fondamento per la difesa della nostra civiltà, minacciata da una realtà del terrore pronta a colpire in ogni momento.



Il rafforzamento delle Forze Armate e della capacità operativa dei servizi di intelligence, sono un passo essenziale per la difesa della Nazione.



Questa linea di pensiero, definibile come neopatriottica, vuole contribuire alla difesa dell’Identità Nazionale e al riconoscimento dell’Italia come Paese impegnato in prima fila nella lotta al terrorismo.



Nell’epoca della globalizzazione, l’idea di Nazione deve essere sempre e comunque presente, forte e determinante per gli equilibri generali.



Essere a fianco degli americani, non vuol dire essere loro servi, questo è possibile chiarirlo con una maggiore “nazionalità” nelle nostre scelte.



Sarebbe anche opportuno “rifondare” l’idea di occidente, ormai superata dagli eventi e che avvolte sembra essere predominata dalle scelte del nostro alleato americano.



La giusta via è quella di essere presenti nella propria specificità, sviluppando il culto della Nazione come entità superiore ma non contrapposta a quella globale (semmai animata da una critica costruttiva).



Essere dentro la globalità mantenendo la specificità.
utente anonimo

#27    17 Febbraio 2005 - 00:06
 
Occhei, allora mi concentro, respiro a fondo e cerco di avere un atteggiamento mentale libero da condizionamenti ideologici, temo però che la confusione che mi si attribuisce (naturalmente con il massimo rispetto) sia ben lungi dal dissolversi. E meno male che ci sono persone buone e gentili con le idee molto chiare che aiutano quelli come me a capire come funziona il mondo. Questa cosa del capitalismo in effetti qualche sospetto l’avevo ma adesso che Markus me l’ha detto sono corso ad informarmi. Pare che sia vero, viviamo in un mondo capitalista. In un mondo capitalista “gli
interessi nazionali possono coincidere con quelli di cittadini che investono per produrre lavoro e benessere”. Questo però non significa che gli interessi nazionali debbano necessariamente coincidere con quello di privati cittadini che investono per produrre lavoro e benessere. Bisognerebbe sapere, ad esempio, che lavoro producono, per chi è il benessere che producono, con che mezzi, quali costi, in quali condizioni. Il capitalismo, per quanto mi risulta dalle mie recenti letture, non è e non è stato sempre necessariamente democratico. Un’azienda difende innanzitutto i propri particolari interessi, che intenda poi sviluppare lavoro e benessere è una bella dichiarazione di intenti, niente di più. La democrazia è garantita dallo stato e dalle sue istituzioni e soltanto un’azienda che lavori nell’ambito delle leggi e le istituzioni di uno stato democratico può vantarsi di essere democratica. Una società che prenda, per esempio, sede nelle Seychelles sfugge al fisco e sfugge più in generale al controllo delle istituzioni, quindi non è facile garantire che sia democratica.
Come non è facile dimostrare che difenda gli interessi della patria. Gli interessi della patria si difendono anche fuori dal territorio nazionale, detto così è piuttosto generico, ma ammettiamolo pure. L’unico ente in grado di stabilire se una cosa vada a favore o contro gli interessi della patria, è la patria stessa, no? Cioè, in un regime democratico Quindi un’attività che intenda proteggere gli interessi della patria deve perlomeno essere esercitata con l’approvazione della patria medesima, e non di una fantomatica società che oltre ad essere privata (quindi tesa a perseguire innanzitutto gli interessi dei suoi azionisti) è pure straniera (quindi quand’anche lavorasse per l’interesse della patria, sarebbe per un’altra patria e non la nostra). Se una società di sicurezza che opera nel programma multinazionale di ricostruzione dell’Iraq sia pienamente inserita nella difesa degli interessi nazionali lo può decidere soltanto lo Stato italiano. Mi pare tra l’altro che noi alla guerra in Irak non abbiamo neppure partecipato, ma ci siamo limitati ad inviare forze di peace-keeping. Significa quindi che la nostra patria, il nostro stato, il nostro governo non hanno ritenuto che prendervi parte fosse nei nostri interessi. Siamo poi tutti così sicuri che gli interessi degli Stati Uniti coincidano sempre ed in maniera perfetta con gli interessi dell’Italia? E gli interessi dell’occidente, chi li stabilisce? Chi, quale istituzione, può parlare in nome dell’occidente?
Che ogni volta qualcuno fa una cosa che a me non va io lo accusi di essere un fascista o un comunista, mi sembra sinceramente una strategia un poco deboluccia. Invece del piagnisteo, con tutto il rispetto, meglio difendere con dei veri argomenti la propria posizione o, se preferite, la propria “ideologia”. Una parte della magistratura sarà anche di sinistra, un’altra parte sarà di destra e una minoranza sarà magari buddista di osservanza tibetana. A me interessa soprattutto che i magistrati si limitino a magistrare, ovvero ad applicare le leggi dello stato. Da quanto ho capitogli arabi che i magistrati hanno liberato erano dei guerriglieri, non dei terroristi. Erano anche loro dei patrioti, no? Difendevano gli interessi del loro paese, no? (ed oltretutto lo facevano gratis, ah il volontariato!). Perché alcuni individui che scorrazzano armati per l’Iraq senza appartenere a nessun esercito, quindi senza che vi sia alcuna garanzia circa il rispetto di leggi e convenzioni, sono dei terroristi ed invece altri dei patrioti? Qualcuno mi spiega dove finisce il patriottismo e dove comincia il terrorismo, in casi come questi?
Se un individuo ha sviluppato specifiche conoscenze e capacità tecniche in un settore e vende queste abilità ad un’azienda in cambio di danaro, sempre che questo avvenga rispettando le leggi del nostro paese, mi va benissimo. Da lì a dire che lo si fa per il bene della patria e della democrazia il passo, con tutto il rispetto, è lungo assai.
-zona22
utente anonimo

#28    17 Febbraio 2005 - 13:08
 
PER IL "COLONNELLO"
Egr. Sig. Colonnello….o presunto tale,
l’unico che si deve vergognare è solamente Lei, in quanto utente anonimo.
Per il resto posso solo compatirlo.
Grazie comunque.
Salvatore Stefio
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#29    17 Febbraio 2005 - 13:11
 
PER ZONA22,
Comprendo perfettamente il tuo punto di vista, lo rispetto ma non lo condivido.
Grazie.
Salvatore Stefio
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#30    17 Febbraio 2005 - 13:50
 
La crescita di uno spirito patriottico nel sistema politico di un paese deve nascere come processo condiviso.
Non si può imporre per norma e per legge che tutti comprendano e percepiscano la Patria come valore fondante del proprio agire politico.
Si può e si deve cercare di spingere al recupero dei tradizionali valori di stampo risorgimentale,il momento storico del nostro paese nel quale tutte le classi e tutte le opinioni si fusero nella creazione di una comune identità.
Solo quando avremo ridato orgoglio di essere Italiani, solo se saremo riusciti riusciti a far vibrare i cuori al vedere un Tricolore od ad ascoltare l'Inno Nazionale potremo riparlare seriamente di dare un nuovo ruolo internazionale all'Italia.
In quel momento avremo poi la possibilità di ridare giusto ruolo e spazio alle Forze Armate, dandoloro fondi sei ed adeguati.
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#31    17 Febbraio 2005 - 16:04
 
Rispondo a daw: Ma quale blitz, ma quale eroismo, ma quale arafat ma quale comunismo. Ci infilate il comunismo come il prezzomolo. Non è che magari siete un pò fascisti ?
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#32    17 Febbraio 2005 - 16:44
 
Il mio però non è soltanto un punto di vista, sono argomentazioni, ragionamenti, domande. Markus, Daw, LastThule, Shark, AntiKomunista: non c'è nessuno tra voi che si prenda la briga di rispondere, magari senza insulti, frasi fatte e facili piagnistei? Tsk, tsk... quando c'era Lui sì che la destra era una cosa seria!!!
utente anonimo

#33    17 Febbraio 2005 - 17:00
 
Zona22 ho capito che hai degli argomenti.
Personalmente ti dico che li rispetto ma non li condivido, e voglio dirti pure che per il mio modo di vedere le cose, per ciò in cui sono stato educato e per tutto ciò che ho fatto nella mia vita, essere un Patriota coincide perfettamente con il mio lavoro.
Ciò che voglio spiegarti forse non riesci a comprenderlo, con tutto il rispetto, non voglio offenderti, voglio semplicemente dire che io sono stato educato ad essere un Patriota e che quindi ogni lavoro che eseguo lo faccio con quello spirito, con quel sentire, con quegli intenti.
Sono sicuro che lavorando in questo modo non potrei mai essere contro la mia Nazione e contro l’Occidente.
Spero di essere stato ancora più chiaro.
Grazie.
Salvatore Stefio
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#34    17 Febbraio 2005 - 21:38
 
zona22, nel mio intervento ho trattato argomenti completamente diversi da quelli che tocchi tu; e se ho parlato di Occidente (contrapposto a terrorismo internazionale) è stato per fotografare la situazione, senza giudizi positivi o negativi della stessa o di questo "Occidente". Da uomo di destra -o se preferisci fascista- uso la parola "patria" solo per inserirla in frasi tipo "io non ho una patria, sono orfano" (in quanto appartenente ad un mondo che sta "al contrario del mondo", e in quanto cittadino di una Repubblica che si dice nemica della mia patria ideale), come potrai leggere anche in vari post del mio blog. Quanto alla democrazia, mi comprenderai se non la considero propriamente in maniera positiva, così, per usare un eufemismo.
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#35    18 Febbraio 2005 - 06:52
 
Falso eroe di stampo fascista, mercenario, specchiati e vergognati. L'Italia, quella uscita dalla guerra, quella della Costituzione e antifascista, non ha bisogno di merde come te.
utente anonimo

#36    21 Febbraio 2005 - 17:35
 
"Coraggiosissimo" anonimo,
Volevo semplicemente regalarle la poesia pubblicata sul mio blog!
Vedo che ne ha tanto bisogno!!!
Sono una persona aperta al dialogo a cui però non piacciono le parole offensive...
Volevo ricordare a tutti, che se le guerre esistono è perchè nessuno tiene la lingua a freno.
Esprimere le proprie idee è lecito, pertanto: perchè non esprime le sue, anche se diverse nei confronti degli altri, in modo sereno, pulito senza offendere nessuno? Dato che nemmeno Dio, che potrebbe farlo nei nostri confronti, lo fa!
Io e mio marito la pensiamo diversamente su infinite cose, eppure, non mi permetto né di dirgli né tantomeno di pensarlo, che è una cacca!
Le consiglio di rigirare lo specchio verso se stesso e noterà che nella sua immagine riflessa vi è una crepa, procuratale dal suo orgoglio, che in questo istante lo ha reso deforme!!!
Non credo per nulla che lei lo sia, volevo solo usare una metafora per far capire a tutti noi come cambia la nostra immagine quando ci lasciamo trasportare da un sentimento negativo in un momento di ira.
Cordiali saluta da Emmanuela.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente emmanuela

#37    21 Febbraio 2005 - 18:52
 
Dopo il bel commento di Emmanuela, ci starebbe bene, sempre all'indirizzo del nostro coraggioso anonimo, una pernacchia stile Alvaro Vitali in Pierino.
O forse nemmeno quella.

Shark.
utente anonimo

#38    14 Aprile 2005 - 20:56
 
SENTI TU MI PUZZI DI CAROGNA!!!
utente anonimo

#39    10 Maggio 2005 - 17:00
 
Mi domando perchè perdo il tempo per venire a leggere le tue stronzate.
utente anonimo

#40    07 Giugno 2005 - 17:08
 
GIOVANNI 10-21
...IL BUON PASTORE OFFRE LA VITA PER LE PECORE.IL MERCENARIO INVECE,CHE NON è PASTORE E AL QUALE LE PECORE NON APPPARTENGONO,VEDE VENIRE IL LUPO,ABBANDONA LE PECORE E FUGGE E IL LUPO LE RAPISCE E LE DISPERDE;EGLI è UN MERCENARIO E NON GLI IMPORTA DELLE PECORE...

http://BOICOTTAIRADICALI .ilcannocchiale.it
utente anonimo

#41    06 Novembre 2008 - 23:37
 
I cristiani sono stati fondamentalsti come i musulmani a loro tempo, allontanandosi da cristo. E si continuerà ad esserlo anche oggi se invece della teocrazia si accusa l'etnia e la cultura religiosa.
Si dirà che le parole del Vangelo non hanno paragoni con quelle del Corano... bè, non certo nel modo in cui nei secoli sono state messe in pratica dalla Chiesa. Finchè si pretenderà che un'interpretazione particolare della parola di Dio come la Chiesa venga osservata come universale, e soprattutto solo alcuni precetti che si prestano vengono messi in legge, allora solo la Shari'a ci separa dai musulmani. Con tutto rispetto delle encomiabili associazioni cristiane che operano per il bene delle umanità, queste sì, che le ammiro molto.
Anto
utente anonimo

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