PER UNA LINEA NEOPATRIOTTICA
Mi permetto, attraverso queste semplici riflessioni, di contribuire al dibattito dell’area neocon italiana, in virtù di quello spirito costruttivo che anima questo blog.
Nell’attuale contesto storico, dominato dalla lotta al terrorismo fondamentalista islamico, l’Italia deve maggiormente essere presente in questa realtà di conflitto, assumendo un ruolo da protagonista nella consapevolezza di essere una Nazione obiettivo del terrorismo.
Il nostro Paese sarebbe ora visto come un "Dar al Harb", cioè nemico dell'Islam, quindi possibile scenario di atti terroristici da parte di molteplici organizzazioni estremiste.
E’ significativo, a tal riguardo, le varie minacce fatte da Bin Laden e dalla sua organizzazione, nonché da altri gruppi facenti parte dell’integralismo islamico.
Queste minacce, da non sottovalutare, ci danno un senso compiuto dell’attuale realtà in cui viviamo, anche perché sono convalidate da azioni effettivamente portate a termine in altri Paesi, ricordando soprattutto le perdite dei nostri militari e di civili in Iraq.
Nasce dunque la necessità storica di guardare avanti, di oltrepassare l’attuale dottrina del semplice supporto agli Stati Uniti, non tralasciando comunque il fatto che molto è già stato fatto, ma moltissimo è da realizzare.
Il governo italiano ha, fino ad oggi, intrapreso una strada difficile ma encomiabile.
Il supporto dato a livello internazionale contro la lotta al terrorismo è stato giustamente ben apprezzato dagli alleati.
E’ dunque iniziata una svolta, determinante per la nostra Nazione, in virtù della quale l’Italia sarà proiettata ad assumere maggior peso politico nello scacchiere internazionale.
Le maggiori responsabilità sono sempre legati a maggiori rischi ed è per questo che esiste la necessità di costruire una linea di “contromisure” atte, in primo luogo, a tutelare la nostra Comunità Nazionale, dando ancor maggiore sicurezza ai cittadini.
Si rende dunque necessario approntare altre iniziative, in conformità con il lavoro già messo in atto dal governo, che siano finalizzate ad un capillare controllo del territorio e di quei punti sensibili a rischio di atti terroristici.
Iniziare a determinare una maggiore sicurezza interna è assolutamente necessario per poter affrontare le sfide del futuro.
Sono convinto che senza la libertà non si può ottenere la pace, e per questo semplice e vero motivo che l’oppressione dei popoli è segnata tragicamente da guerre su guerre.
Sappiamo che il terrorismo è il vero nemico della pace e della stabilità, è sotto gli occhi di tutti, nelle sue forme più tragiche e agghiaccianti, nelle connessioni più o meno velate o addirittura sfacciatamente chiare di alcune formazioni politiche, perfino occidentali.
La Sicurezza Nazionale deve essere posta come fondamento per la difesa della nostra civiltà, minacciata da una realtà del terrore pronta a colpire in ogni momento.
Il rafforzamento delle Forze Armate e della capacità operativa dei servizi di intelligence, sono un passo essenziale per la difesa della Nazione.
Questa linea di pensiero, definibile come neopatriottica, vuole contribuire alla difesa dell’Identità Nazionale e al riconoscimento dell’Italia come Paese impegnato in prima fila nella lotta al terrorismo.
Nell’epoca della globalizzazione, l’idea di Nazione deve essere sempre e comunque presente, forte e determinante per gli equilibri generali.
Essere a fianco degli americani, non vuol dire essere loro servi, questo è possibile chiarirlo con una maggiore “nazionalità” nelle nostre scelte.
Sarebbe anche opportuno “rifondare” l’idea di occidente, ormai superata dagli eventi e che avvolte sembra essere predominata dalle scelte del nostro alleato americano.
La giusta via è quella di essere presenti nella propria specificità, sviluppando il culto della Nazione come entità superiore ma non contrapposta a quella globale (semmai animata da una critica costruttiva).
Essere dentro la globalità mantenendo la specificità.
Salvatore Stefio
