Voglio amplificare, per quello che posso, un bellissimo post dal titolo “Quello che non ci dicono” del nostro amico Shark in merito alla questione irakena.
Ogni giorno ci troviamo di fronte a notizie di attentati terroristici, e parimenti possiamo notare anche lo sforzo esemplare delle Forze della Coalizione e della sicurezza irakena per arginare e sconfiggere il terrore.
Le notizie si rincorrono, attimo per attimo, ma alcune cose importantissime non vengono segnalate!
Vediamo il post:
Quello che non ci dicono
Alcuni semplici dati controcorrente su ciò che sta succedendo in Iraq:
Queste notizie sono già state sbeffeggiate su internet e altrove, ma come sappiamo ci sarà sempre qualcuno che negherà e ridicolizzerà. Le notizie negative fanno i titoli e fanno vendere i giornali. Molte persone scelgono il pessimismo, e preferiscono ignorare i segni di speranza e di realizzazione. Ecco perché queste notizie non si trovano spesso sui media. Se succedono 9 cose positive e 1 negativa, state certi che l'unica notizia negativa verrà riportata mentre non si dirà nulla sulle altre. Ecco perché ci siamo noi.
Shark.
Il Kirghizistan è uno delle tante repubbliche dell’ex URSS, a sud del meglio conosciuto Kazakhstan. Ultimamente il Kirghizistan è sull’orlo della guerra civile per un tentativo di rivoluzione cruenta denominata “dei tulipani”. L’opposizione democratica e filo-occidentale dell’ex premier Kurmanbek Bakiyev , contrapposta al governo del presidente Askar Akaev, chiede l’annullamento delle elezioni parlamentari in quanto giudicate irregolari. Tale giudizio è anche stato affermato dagli osservatori internazionali. Il 4 marzo ha dato il via alla protesta di piazza, nel sud del Paese, dove i manifestanti hanno occupato vari uffici governativi in alcune città. Il governo ha reagito energicamente nella città di Jalal-Abad per mezzo dell’esercito, che ha in un primo momento stroncato violentemente la rivolta, ma dopo poco ventimila persone si sono radunate nella piazza continuando la protesta e riuscendo ad occupare nuovamente i punti chiave del potere locale, compreso l’aeroporto. Anche nell’importante città di Osh, i manifestanti dell’opposizione sono riusciti a conquistare la città prendendone il controllo. Ieri il presidente ha annunciato di formare una commissione per la revisione dei risultati elettorali, accogliendo così alcune richieste dell’opposizione. Speriamo vivamente che si possa procedere alla verifica dei dati elettorali, in modo da poter fare chiarezza su ciò che sta avvenendo.
Parola di Al Zarqawi
“Diciamo a coloro la cui potenza e' stata umiliata in Iraq e diciamo all'Italia, adoratrice della croce, che continueremo a sparare pallottole su di voi”
Fonte: ANSA 16-03-05 ore 13:55
GRADUALE CAMBIAMENTO
Il governo iracheno ha richiamato in servizio alcuni ufficiali superiori del vecchio regime di Saddam, uno tra i tanti è il generale pluridecorato Jawad Al Daini, con 37 anni di servizio nelle forze armate irakene. Al Daini comanderà la 41° brigata, di recente creazione con compiti di sicurezza nell’area est di Baghdad. La 41° brigata passerà tra meno di nove mesi a 5.000 effettivi con la disposizione di garantire la sicurezza nell’area di Sadr City. Una recente dichiarazione del generale ci riporta al senso di responsabilità che hanno assunto per il nuovo Iraq «Ho maturato la convinzione che devo prendere parte alla direzione del mio paese, all'eliminazione dei terroristi e all'assunzione di responsabilità della sicurezza». Jaleef Khalaf Shwail, comandante della 40° brigata, in un discorso ai suoi uomini ha dichiarato che“E’ giunto il momento di prenderci la libertà e la democrazia che ci è stata offerta su un piatto d’argento” . E’ iniziato un processo di graduale disimpegno delle forze multinazionali, responsabilizzando le forze irakene per l’assunzione dei propri doveri istituzionali: infatti le truppe irakene dell’Iraqi Natonal Guard, attualmente le migliore forze per addestramento e operatività, stanno assumendo il controllo dell’area centrale di Baghdad. In un articolo su Analisi Difesa si chiarisce che:“La cessione della responsabilità di questa delicata area di Baghdad alla ING ha un significato politico teso a mostrare la crescente autonomia degli iracheni nelle operazioni di sicurezza ma riveste anche un importante significato operativo poiché dalla tattica difensiva applicata finora si sta passando ad azioni offensive mirate a scoprire e distruggere i santuari dei ribelli. La 40° brigata dispone di un ingente supporto d’intelligence fornito sia dagli americani sia dai nuovi servizi segreti iracheni grazie al quale punta a scoprire i covi dei miliziani, individuare i responsabili politici e militari dei gruppi baathisti attivi nella capitale ma anche quella parte della popolazione che fornisce supporto e fiancheggiamento ai ribelli. Nelle ultime settimane le operazioni d’intelligence hanno dato buoni risultati consentendo la cattura di alcuni luogotenenti di Zarqawi, incluso Talib Al Duleimi, noto col nome di battaglia di Abu Qutayba e responsabile della logistica per le cellule terroristiche islamiche attive nell’Iraq occidentale, arrestato il 29 febbraio in pieno “triangolo sunnita” ad Anah, 250 chilometri a nord di Baghdad…Il comando americano reputa che la scelta di buoni comandanti sia essenziale per raggiungere questo obiettivo e assicura che l'impiego di ufficiali non direttamente coinvolti nei crimini del passato regime, insieme all'addestramento, dà i suoi frutti”.
Salvatore Stefio
L’OPINIONE lancia un appello per la liberazione del Libano.
E’ possibile aderire all’iniziativa inviando una e-mail a: redazione@opinione.it
Il testo dell’appello è disponibile in questo Link.
Il Brasile chiederà ufficialmente l'intervento dell'Italia per cercare di risolvere il caso del brasiliano rapito il 19 gennaio scorso in Iraq. Joao Jose Vasconcelos Jr., ingegnere di 49 anni, fu rapito nei pressi della città di Beiji. Nell'attacco furono uccise altre due persone: un britannico addetto alla sicurezza e un iracheno. Per il Brasile l'Italia può svolgere un ruolo determinante nella vicenda perché ha in Iraq sia una presenza militare sia un efficiente rete di intelligence.
Nicola Calipari è stato uno degli elementi determinanti per la mia liberazione, come lo sono stati altri uomini dell'intelligence e delle forze speciali americane, nonché un ragazzo di cui non dico il nome. A tutti va la mia ammirazione e stima, il mio ringraziamento per tutto ciò che hanno fatto.
Questo è un momento di dolore, di estremo dolore per me e per la mia famiglia. Mi sono recato con mia moglie e con i miei colleghi al funerale di Nicola: le parole toccanti degli intervenuti hanno lasciato a tutti noi una traccia indelebile. Rivolgo nuovamente alla famiglia di Nicola Calipari le più sentite condoglianze, cercando nel nostro piccolo di aiutarli con un contributo derivato dagli utili del libro “Forse domani t’ammazzo”. In questo momento di estremo dolore, credo che sia meglio non polemizzare con chi parla di complotto, non ci lasciamo prendere dagli istinti! La cosa certa è che si deve fare chiarezza su ciò che è avvenuto, ma non strumentalizzare l’avvenimento in chiave antiamericana. L’Italia mantiene una ferma e giusta posizione nei confronti del terrorismo. Nel gesto eroico di Calipari, proteggendo con il proprio corpo la Sgrena, si realizza quell’ultimo atto concreto dato dall’alto senso del dovere, come talaltro ogni operatore della sicurezza (militare o civile) si troverebbe ad affrontare in situazioni del genere. Purtroppo ci sono anche frequentemente dei casi di fuoco amico, che di solito avvengono per errore di identificazione.
Una tragica fatalità, che mi riempie di amarezza. In un articolo di Fausto Biloslavo su Il Giornale del 6 marzo, si chiarisce pubblicamente che Nicola Calipari ha partecipato attivamente, con la sua squadra, alla localizzazione della nostra prigione e ha segnalato anche il momento più opportuno affinché le forze speciali americane potessero effettuare il bliz. Questa dichiarazione, precisa Biloslavo, gli è stata resa da una fonte attendibile, credo che sia un collega di Nicola. Questo è un chiaro segno di come sia importante il lavoro dei nostri uomini dell’intelligence, troppe volte criticato. Il mio pensiero va anche agli altri due uomini feriti della squadra di Calipari. Sono contento che Giuliana Sgrena sia tornata a casa, ma sono anche dispiaciuto di come certi avvenimenti possano esse strumentalizzati dall’opposizione e dai protagonisti. Il governo si è impegnato fino in fondo per la liberazione di Giuliana, ricordiamoci che lo Stato ha pagato un alto tributo di sangue, perdendo uno dei migliori funzionari del Sismi. Sicuramente questo incidente sarà chiarito rapidamente dal governo americano e dalla commissione mista. Avvolte ho la sensazione che si tenda troppe volte a “confondere” gli amici dai nemici….tipico gioco di certa politica!
ARRIVEDERCI…
Nicola Calipari,
un nome come tanti?
No, un UOMO come POCHI!!!
Il mondo piange per la perdita di un elemento eccelso come il sig. Calipari
Pochi di noi sanno sacrificare la propria vita facendo da scudo umano per un “fratello” mai conosciuto!
Eppure il suo amore, come quello di tutti coloro che svolgono questo tipo di lavoro, tocca cime altissime.
Voleva regalare un sorriso felice alla famiglia Sgrena, che era provata da un mese per lo stato di cattività della figlia,
e per fare ciò ha dovuto dare un gran dolore alla propria!
Una vita spezzata per il trionfo di un’altra vita, per il trionfo di altre vite, per il trionfo della felicità sul dolore!
Alla famiglia quattrocchi dissi che probabilmente Fabrizio era stato designato da Dio come ANGELO, che non essendo riuscito a portare a casa i ragazzi in vesti di uomo, se lo era ripromesso in queste nuove VESTI!
Ed ora un altro ANGELO ha lasciato la terra!
E se Dio decidesse di portarci via tutti coloro che nella vita e con la vita, possono darci degli insegnamenti veri, come faremo???
Impariamo dai nostri Angeli, da tutti coloro che per amore della VITA rinunciano alla propria e non con le parole o con le violenze ma coi fatti!!!
A Nicola Calipari e a tutti coloro che svolgendo questo tipo di lavoro, in ambito militare, privato ed umanitario hanno perso la vita, un saluto da tutti noi umili mortali, nella speranza che Dio permetta anche a noi, come a tutti LORO, di entrare nel Regno dei Cieli!
Emmanuela e Salvatore